Posted: October 6th, 2008 | Author: sback | Filed under: informatica | 2 Comments »
…voi che avete a che fare con nagios:
Congrats on choosing to try Nagios! Nagios is quite powerful and flexible, but unfortunately its not very friendly to newbies. Why? Because it takes a lot of work to get it installed and configured properly. That being said, if you stick with it and manage to get it up and running, you’ll never want to be without it.
Here are some very important things to keep in mind for those of you who are first-time users of Nagios:
1. Relax - its going to take some time. Don’t expect to be able to compile Nagios and start it up right off the bat. Its not that easy. In fact, its pretty difficult. If you don’t want to spend time learning how things work and getting things running smoothly, don’t bother using this software. Instead, pay someone to monitor your network for you or hire someone to install Nagios for you. 
2. Read the documentation. Nagios is difficult enough to configure when you’ve got a good grasp of what’s going on, and nearly impossible if you don’t. Do yourself a favor and read before blindly attempting to install and run Nagios. If you’re the type who doesn’t want to take the time to read the documentation, you’ll probably find that others won’t find the time to help you out when you have problems. RTFM.
3. Use the sample config files. Sample configuration files are provided with Nagios. Look at them, modify them for your particular setup and test them! The sample files are just that - samples. There’s a very good chance that they won’t work for you without modifications. Sample config files can be found in the sample-config/ subdirectory of the Nagios distribution.
4. Seek the help of others. If you’ve read the documentation, reviewed the sample config files, and are still having problems, try sending a descriptive email message describing your problems to the nagios-users mailing list. Due to the amount of work that I have to do for this project, I am unable to answer most of the questions that get sent directly to me, so your best source of help is going to be the mailing list. If you’ve done some background reading and you provide a good problem description, odds are that someone will give you some pointers on getting things working properly.
Posted: January 16th, 2008 | Author: sback | Filed under: citazioni, informatica, libri, societa` | 1 Comment »
E anche certe citazioni:
“Il semble que la perfection soit atteinte non quand il n’y a plus rien à ajouter, mais quand il n’y a plus rien à retrancher.”
Antoine de Saint-Exupéry, Terre des hommes
[Pare che la perfezione sia raggiunta non quando non c'e` piu` niente da aggiungere, ma quando non c'e` piu` niente da togliere]
Posted: October 24th, 2007 | Author: sback | Filed under: informatica, io, societa` | 2 Comments »
Piccolo post, per portare una piccola questione agli occhi di tutti.
Il portatile che avevo prima, un mitico Toshiba Portégé M200, aveva il bel pregio di non rompere eccessivamente le scatole: poche cure e tanto lavoro. E comunque l’ho sempre trattato bene, cercando di non farlo scaldare troppo, e preservando la vita della sua batteria.
Ora vorrei preservare la vita della batteria del nuovo portatile, un MacBook, ma a quanto pare in casa Apple non vogliono.

Dopo tante cose che NON si possono fare con l’iPhone, dopo avere introdotto pesantemente i DRM in iTunes, dopo avere bloccato a 2GB la memoria massima utilizzabile su un macbook (benche` potrebbe arrivare a 4GB)… la casa di Cupertino comincia a stufarmi.
Aggiornamento:
E` uscito Mac OS X Leopard. Bene! BootCamp sara` installato dentro Leopard di base. Bene! Ora non si puo` piu` scaricare la beta di BootCamp e installarla su Tiger… non potro` installare ubuntu finche` non avro` comperato e installato Leopard. Bene! -_-
Ero sopravvisuto… hanno deciso di spararmi ancora!
Mi sembra che il portatile me l’abbiano dato in comodato d’uso piu` che venduto.
Forse Stallman non e` poi cosi` integralista…
Posted: June 8th, 2007 | Author: sback | Filed under: informatica, io, societa` | No Comments »
Si intitola cosi` una mail che ho inviato ad un vero amico nel Dicembre del 2005 e che ogni volta che apro Mozilla Thunderbird vedo li`, in lista, a ricordo di belle discussioni (forse anche un monito a non dimenticarle). Si parlava a toni accesi di cosa fosse la liberta`, di quanto fosse necessario garantirla e lottare per essa. E ci si chiedeva anche in cosa dovevamo veramente investire il nostro tempo. Proprio in quel periodo ho scoperto dell’esistenza del Freenet Project.
Poiche` per il Summer of Code lavorero` proprio su Freenet, l’altra sera -in un ambiente favorevole (al pub con pochi amici intimi)- ho fatto scattare la fatidica domanda che tutti quelli che si imbattono in Freenet prima o poi si fanno:
“la liberta` di espressione deve essere garantita anche se per ottenerla e` necessario sollevare l’autore dalla responsabilita` di cio` che scrive?”
Freenet offre una rete completamente anonima (tralascio l’effettiva fattibilita` tecnica della cosa: vorrei parlare di etica) in cui ognuno puo` pubblicare le notizie che vuole, senza che queste possano essere in alcun modo ricondotte alla sua persona fisica. Freenet resiste anche agli attacchi “fisici”: non si puo` pensare di abbattere il computer che contiene la notizia per eliminarla (come invece si puo` fare con i normali server), perche` la notizia e` replicata in tantissimi “nodi” (computer collegati) sparsi per il mondo.
Esiste inoltre una gestione degli pseudonimi in grado di garantire che l’identita` virtuale di chi scrive sia inviolata: se decido di firmare un documento che pubblico su Freenet con il mio pseudonimo Sback, voi controllando l’autenticita` della mia firma sarete sicuri che l’autore sia effettivamente io.

Anche se ovviamente non potete sapere che Sback e` Alberto Bacchelli.
Sollevatomi da queste doverose premesse “tecniche”, domani passo alla questione etica.
Posted: April 12th, 2007 | Author: sback | Filed under: informatica, io, lavoro, studio | 2 Comments »

Breve ma doveroso post oggi.
Il titolo del post corrisponde a quello dell’application che ho fatto per il Google Summer of Code e che e` stata ACCETTATA!
Sono decisamente emozionato per questa occasione che mi hanno dato e la devo veramente alle persone che mi hanno s[u|o]pportato per questo periodo di application: senza il loro contributo so che non ce l’avrei fatta cosi`.
Quindi GRAZIE: Giangio, Ale, Tommy, Spifferi, ultrt, Garden, mic, nextgens, toad_, mana.
E ovviamente un GRAZIE ancora piu` grande a mia mamma che, nonostante tutto, mi ha permesso di andare in Erasmus a Bruxelles, senza il quale non avrei mai avuto le conoscenze necessarie per ottenere questo posto, e a mia sorella che ha festeggiato con me.
Infine un GRAZIE a Sarina, che mi ha spinto alla grande per darmi da fare in questo mese di preparazione delle application, ha sopportato le mie spiegazioni informatiche, qualche serata in chat anche se magari potevamo uscire e un po’ di tensione nell’attesa dei risultati. Mi ha anche detto: “ma no, non e` vero” quando mi lamentavo di non avere speranze di essere accettato da nessuna parte, e aveva ragione! Ma soprattutto non mi ha fatto MAI sentire solo in questa mia speranza…
Un abbraccio a tutti
Posted: February 23rd, 2007 | Author: sback | Filed under: divertente, informatica, io, societa` | 1 Comment »
…writing on the keyboard: “Fire” “Exclamation Mark” “Fire” “Exclamation Mark”…
Questo e` il mitico Moss di IT Crowd quando scrive una mail ai vigili del fuoco per avvisarli che nel suo ufficio sta scoppiando un incendio 
Anche se in questo caso erano ovviamente necessari, d’altra parte mi capita spesso di prendere in giro alcune amiche per via della quantita` indiscriminata di punti esclamativi che mettono nei loro testi e neanche gli sms -nonostante il numero limitato di caratteri- si riescono a salvare.
Strano che la Nokia non abbia ancora messo un template, fra i messaggi predefiniti, con 160 punti esclamativi… sicuramente piu` usabile del template “Please Call” o “I’m at work. Please call.”, che vengono agilmente sostituiti da una chiamata persa.
Teorema: “Si puo` dimostrare che la densita` media di punti esclamativi indica -con buone probabilita`- il sesso di chi ha scritto il testo”
[AVVISO: nonostante abbia scritto sesso nel blog, i commenti non saranno pieni di spam. Al massimo lo sara` la mia casella e-mail: quando postate un commento prima devo "accettarlo" io via posta. Garantendovi cosi` la piena liberta` di espressione.]
Prendendo il blog di Anne-Marie Mahfouf, in un giorno a caso, di un mese a caso [e vi giuro che ho fatto cosi`] persino il titolo del post aveva un punto esclamativo…
Ovviamente ci si puo` domandare perche` stessi curiosando tra le pagine del blog di questa simpatica signora francese di 47 anni, madre di 5 figli. La risposta e` semplice: domenica prossima, al FOSDEM, sara` lei a gestire una sessione/incontro di 3 ore su Free Educational Software. In pratica il contenuto e` questo:
“With the emergence of educational Linux distributions, Free Educational Software begins to reach schools. This BoF aims to make all people involved in Edutainment (packagers,developers,…) meet together and present their work in order to start collaborating better.”
E allora mi e` venuta voglia, visto che c’era il link, come per tanti altri relatori, di fare un salto a vedere cosa scriveva. E sono veramente rimasto colpito: a parte che e` una delle pochissime donne coinvolte nel Free Software, lei ha veramente una partecipazione attivissima alle community e al mondo di KDE e dei progetti open source. Nell’ultimo mese e` gia` stata a diversi meeting ed ora si appresta a venire qui a Bruxelles per il FOSDEM. Veramente da lodare!
Pero` quello che dico non sarebbe molto strano per un qualsiasi serio sostenitore del Free Software, e non e` che mi muove molto il fatto che sia una donna. Quello che e` veramente forte del suo blog e` la forza, l’entusiasmo, lo stupore e la voglia di costruire che emerge da quello che scrive. Si riesce ad essere partecipi di quello che sta facendo e di come lei sia sempre positivamente incredula nel vedere quante persone lavorino bene dietro al Free Software e quanto cresce bene. Ha veramente una buona parola per tutti ed e` -a mio avviso- probabilmente una grande trascinatrice, senza attirare l’attenzione con effetti speciali, ma semplicemente credendo nelle ottime capacita` di ognuno.
Tutto questo, fra i vari blog di collaboratori uomini al free software, non l’ho mai letto. Neanche se avevano inventato Linux…
Ci vuole davvero anche questa parte di aiuto per fare crescere bene una comunita`. Non so perche` noi uomini spesso non riusciamo a trasmettere cosi tanta forza e semplice voglia di fare. E non parlo solo di Free Software…
Mi viene il dubbio che a fare la differenza siano proprio i punti esclamativi…
Posted: February 16th, 2007 | Author: sback | Filed under: informatica, io, lavoro, studio | 2 Comments »
Quest’anno, visto che non prevedo vacanze estive lunghe come quelle dell’anno scorso, mi piacerebbe provarci: Google Summer of Code. So che le speranze di essere accettati sono basse, e so anche che sarebbe veramente dura. D’altra parte non mi costerebbe nulla provare e questa dovrebbe essere l’ultima estate in cui mi posso ancora applicare. Tralaltro molti di quelli che hanno partecipato hanno avuto dei buoni riscontri professionali in seguito all’esperienza
Un po’ di date:
- 03.05: Mentoring organizations submitting applications to Google
- 03.12: Mentoring organization application deadline
- 03.13: Google program administrators review organization applications
- 03.14: Accepted mentoring organizations published
- 03.14: Student application period opens
- 03.24: Student application deadline
- 04.09: List of accepted student applications

Beh, vi faro` sapere qualcosa il 9 Aprile
Posted: February 13th, 2007 | Author: sback | Filed under: informatica, io, societa` | No Comments »
I primi tre mesi che ho passato a Bruxelles li ho vissuti a poco piu` di 100 passi dalla Rappresentanza Italiana presso l’Unione Europea. Ho conosciuto diverse persone che hanno lavorato li` per uno stage di almeno qualche mese. Ho ascoltato un po’ di discorsi che facevano e mi sono fatto spiegare come funzionava.
Chi ho conosciuto io lavorava, non poco, quasi tutti i giorni fino almeno alle 19. Anche se erano alcuni dei tanti stagiaire che girano nel EU Quarter tutto l’anno, non avevano troppo tempo da perdere, anche i loro momenti morti, ma non si annoiavano.
Capitava che andassero qualche volta al Parlamento Europeo, di spalla a qualche Onorevole che prende parte a delle sessioni importanti. E di quello capitava che parlassero spesso. Della figura ridicola che facciamo nei confronti degli altri paesi quando ci presentiamo evidentemente senza avere una seria cognizione della materia. Delle occasioni finanziarie che ci lasciamo scappare perche` non sappiamo neanche come si chiedono dei finanziamenti europei per i nostri progetti. Dei politici che abbandonano in situazioni imbarazzanti gli stagiaire che gli hanno accompagnati, perche` devono andare da qualche parte con urgenza.

E` un’ottima idea entrare in Europa. Mi piace un sacco non dovere usare il passaporto per prendere un aereoplano e gli Euro sono veramente -se non altro- comodi e non subiscono tutte quelle fluttuazioni della Lira italiana. Diversi politici, di tutti gli schieramenti, ci hanno detto che dovevamo fare degli sforzi per entrare a fare parte davvero della Comunita`. Io non ero molto interessato a queste cose, ma so che molti hanno fatto fatica a superare il momento.
E adesso ci siamo in Europa! Abbiamo un sacco di opportunita`: possiamo fare sentire la nostra voce, la nostra creativita` e ottimismo italiani, possiamo fare affare con i nostri vicini e andarli a visitare pagando con la stessa moneta.
Pero` -a quanto pare- tutti questi sforzi che abbiamo fatto sono in gran parte sprecati, le persone che lavorano li` spesso si accontentano della propria posizione invece di fare sentire quello che ci serve e quello che possiamo offrire. E non sappiamo neanche difendere i nostri veri interessi (come ad esempio quando in un’occasione abbiamo preso una posizione neutrale nei confronti dei brevetti sul software, che minano in particolare le piccole e medie imprese: quelle che in Italia rappresentano una grandissima parte dell’economia) e sfruttare quello che potremmo (quante volte altri paesi europei hanno potuto usufruire dei soldi della comunita` che non abbiamo voluto usare per noi?).
Beh, io ero a cento passi da tutto questo. Forse bisognava urlare piu` forte.
Posted: February 11th, 2007 | Author: sback | Filed under: informatica, libri, societa` | No Comments »
Qualche tempo fa, nel leggere un libro [veramente non troppo recente -2001] su come “domare” le tecnologie Peer-to-Peer, ho scoperto che Henri Laborit non e` l’unico biologo che conosco che ha spostato i suoi interessi dallo studio sulle cellule allo studio sulla societa`.
Purtroppo non ho piu` il libro a portata [e` ritornato simpaticamente in biblioteca, prima che mi facessero pagare la solita mora... che a me fa tanto bene per tenere la memoria attiva ;)], ma in pratica inseriva nel contesto dello studio del p2p l’articolo di Garrett Hardin, scritto nel 1968.
L’articolo, che sarebbe stato meglio -su ammissione dello stesso autore- se si fosse chiamato “The Tragedy of Unregulated Commons“, sostiene che una risorsa condivisa finita a cui si ha accesso senza alcuna restrizione e` condannata allo sovrasfruttamento.
E qui, evidentemente, subito la connessione con il p2p: risorsa condivisa [la rete p2p specifica], accesso senza alcuna restrizione [p2p anonimi o con pseudonimo non protetto].
Sovrasfruttamento? No. Le reti peer-to-peer sostanzialmente funzionano. Penso a Napster, Gnutella, Freenet[?]. Ma anche i progetti wiki, in cui siamo ancora piu` vicini al modello di Hardin, funzionano alla grande. Penso soprattutto a Wikipedia, e a tutti i wiki che mi salvano quando devo configurare un server linux ;).
Lo studio dell’esimio biologo e` sorpassato e dimostrabilmente falso. Non oserei scrivere un enunciato del genere, penso piuttosto a capire perche` -in questo caso- una risorsa comune ha potuto funzionare cosi` bene.
Non parto da presupposti di “bonta`” o “cattiveria” per natura dell’uomo.
[to be continued...]
Posted: February 5th, 2007 | Author: sback | Filed under: informatica, io | 1 Comment »
Tutti hanno un blog ultimamente. Da WordPress avevano “sback” disponibile, quindi mi sono lasciato tentare… ora sback.it e` finalmente di nuovo up, quindi ho spostato tutto qui!

Un segnalibro per ricordarmi da dove ho iniziato…